18.09.2014 / 19:50

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Giappone Il rialzo dell’IVA implementato ad aprile ha determinato una forte contrazione del PIL nel secondo trimestre, con effetti particolarmente negativi sui consumi privati. Il dato sugli ordini di macchinari non depone a favore di una ripresa dell’attività economica nel terzo trimestre. Come ampiamente atteso, il rialzo dell’IVA implementato a partire dal primo aprile ha determinato una forte contrazione del PIL reale nel secondo trimestre 2014, sceso del 6,8% su base annua rispetto al trimestre precedente, dopo l’incremento del 6,1% (rivisto al ribasso da +6,8%) del trimestre precedente. L’andamento delle singole componenti sono in linea con quanto atteso dai mercati. Il consumo privato e gli investimenti residenziali sono i fattori che hanno spinto maggiormente la rilevazione al ribasso, con una discesa rispettivamente del 18,7% e del 35,3%. La contrazione del consumo privato è stata marcatamente più elevata rispetto a quella registrata nel 1997, quando venne implementato un rialzo dell’IVA. La spesa riguardante il settore dei servizi è scesa del 3,7% dopo il calo dello 0,5% del primo trimestre. Gli investimenti industriali sono scesi in misura inferiore rispetto alle attese (-9,7%) dopo l’incremento del 34,6% registrato nel primo trimestre. Il consumo pubblico è salito dell’1,5% come atteso, ma gli investimenti pubblici sono scesi del 2%. Il commercio estero ha contribuito positivamente alla rilevazione grazie ad una contrazione del 20,5% delle importazioni ed ad una discesa dell’1,8% delle esportazioni. Successivamente a tale rilevazione la banca centrale ha comunicato di non avere intenzione di implementare modifiche alla propria politica monetaria, mentre il governo ha affermato che il momentum dell’attività economica resta positivo. Tuttavia, nei prossimi mesi potrebbero verificarsi delle pressioni (“political-driven” o “market-driven”) che potrebbero determinare un ulteriore allentamento della politica monetaria e/o una posticipazione nel secondo rialzo dell’IVA, attualmente previsto per dicembre. Il dato riguardante gli ordini di macchinari del mese di giugno non risulta a favore di una ripresa dell’attività economica nel terzo trimestre. Si registra un incremento degli ordini soltanto dell’8,8% rispetto al mese precedente, dopo il declino del 26,8% registrato nel mese precedente. Complessivamente, nel secondo trimestre gli ordini sono scesi del 35,6%, segnalando il momentum negativo nella domanda di apparecchiature industriali e alimentando alcuni dubbi sulle capacità di ripresa nel corso del secondo semestre. Il declino ha riguardato il settore manifatturiero nella sua totalità e quello non manifatturiero per quanto riguarda i settori delle telecomunicazioni, dei trasporti e dei servizi postali, mentre è positivo l’andamento per il settore finanziario, assicurativo e delle costruzioni.