21.09.2014 / 13:35

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Brasile La rilevazione del PIL reale evidenzia una contrazione piuttosto marcata. Inoltre, in ottica futura non emergono elementi che depongono a favore di una ripresa sostenuta, mentre la pressione rialzista sui prezzi potrebbe tornare a breve. Il dato sul PIL reale del secondo trimestre del 2014 mostra un calo dello 0,9% su base annua. Rispetto al primo trimestre, si evidenzia una discesa del 2,3% annualizzato. Inoltre, è stato rivisto al ribasso anche il dato del primo trimestre che in termini sequenziali evidenzia un discesa dello 0,6% annualizzato rispetto al trimestre precedente (contro il +0,7% iniziale). La domanda domestica è risultata estremamente debole nel primo semestre dell’anno. Gli investimenti hanno mostrato un declino per il quarto trimestre consecutivo: nel secondo trimestre, questi sono scesi del 19,6% rispetto al trimestre precedente, dopo il -10,6% registrato nel primo trimestre. Sulla crescita degli investimenti stanno pesando sia l’incertezza diffusa verso l’outlook dell’economia, sia le condizioni più restrittive del mercato del credito. Sorprende al ribasso anche la spesa pubblica, che scende del 2,9% rispetto al trimestre precedente. L’unico elemento positivo riguarda il rafforzamento della domanda estera che ha determinato una crescita delle esportazioni dell’11,7% annualizzato rispetto al trimestre precedente, mentre le importazioni sono scese dell’8,2%, probabilmente a causa dell’indebolimento della domanda domestica. In ottica futura, non si evidenziano elementi che propendono per una decisa inversione di tendenza negli ultimi sei mesi dell’anno. Gli indicatori sulla fiducia mostrano un nuovo deterioramento nel mese di agosto, soprattutto per quanto riguarda il settore manifatturiero, mentre la situazione del mercato del lavoro resta molto incerta. Nel mese di agosto l’indice IPCA-15 riguardante l’inflazione fa registrare un incremento dello 0,14%, leggermente inferiore rispetto alle stime del consensus (+0,15%). Tuttavia l’indicatore di tipo “core” evidenzia un incremento superiore alle attese, pari allo 0,32%. Nell’ultimo mese il rallentamento dei prezzi ha infatti riguardato principalmente i beni alimentari. Per questo motivo l’inflazione core si attesta al 6,53%, in discesa rispetto al 6,56% del mese precedente ma ancora al di sopra del limite massimo consentito dalla banca centrale. Il ribasso del tasso di inflazione complessivo al 6,49% potrebbe dunque risultare soltanto temporaneo e la pressione rialzista sui prezzi potrebbe tornare a farsi sentire nei prossimi mesi.