24.09.2014 / 20:04

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Europa Centrale Le rilevazioni riguardanti il PIL del secondo trimestre evidenziano un rallentamento complessivo della crescita dell’area. Si registra un incremento dell’1% su base annua rispetto al trimestre precedente, contro il +3,5% del primo trimestre. In Repubblica Ceca la rilevazione è stata più debole delle attese, mostrando una crescita dello 0,4% annualizzato rispetto al trimestre precedente, principalmente a causa di un calo significativo del reddito da accise sui prodotti del tabacco. Escluso tale fattore temporaneo, il momentum dell’attività economica del paese resta positivo e dovrebbe riflettersi nel ritorno ad una crescita maggiore nel secondo semestre dell’anno. Tuttavia, il rallentamento registrato in Germania rappresenta un importante rischio al ribasso. In Ungheria il rallentamento nella crescita del PIL è stato inferiore alle attese, passando dal 4,5% del primo trimestre al 3,2% del trimestre successivo, contro attese del 2,3%. L’ufficio di statistica nazionale ha evidenziato una crescita in tutti i settori principali, con le espansioni più significative provenienti dall’industria manifatturiera e dal settore delle costruzioni, guidati dalla forte crescita negli investimenti. All’inizio del terzo trimestre gli ordini industriali e la fiducia dei consumatori si sono attestati su livelli sostenuti, ma la debolezza del mercato tedesco potrebbe determinare un ulteriore rallentamento della crescita nei prossimi trimestri. In Polonia la crescita del PIL si è attestata al 2,4% annualizzato rispetto al trimestre precedente, un tasso di crescita superiore rispetto al 2% previsto dal consensus ma in rallentamento rispetto al 4,5% del primo trimestre. La domanda domestica ha fatto registrare un rallentamento notevole, probabilmente dovuto alla politica monetaria restrittiva implementata dalla banca centrale. Inoltre, si registra un contributo positivo determinato dalla crescita delle scorte: ci sono elevate possibilità che tale fattore venga scontato negativamente nelle prossime rilevazioni. La maggiore sorpresa negativa proviene dalla Romania, dove si registra una contrazione del 3,9% annualizzato rispetto al trimestre precedente. Il consensus aveva previsto una crescita dell’1,3%. In contrazione il consumo privato, mentre il recupero previsto negli investimenti non si è in realtà materializzato. Si tratta di un calo pesante ed inatteso che molto probabilmente determinerà una pesante revisione al ribasso sulle stime di crescita del paese per il 2014.