29.09.2014 / 21:08

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

La pressione al rialzo sui prezzi registrata nell’ultimo mese non preoccupa particolarmente, in quanto relegata esclusivamente ai beni alimentari. Nonostante ciò, il tasso di inflazione risulta ancora troppo elevato per un possibile intervento accomodante da parte della banca centrale. Nel mese di agosto l’indice dei prezzi al consumo ha mostrato una crescita dello 0,09% rispetto al mese precedente, sorprendendo al rialzo le stime del consensus, che prevedevano una contrazione dello 0,10%. L’incremento è stato determinato principalmente da un rialzo dei prezzi dei beni alimentari, saliti dello 0,9% rispetto al mese precedente. Il tasso di inflazione annualizzato è salito al 9,5%, contro il 9,3% del mese precedente, mentre l’inflazione dei beni alimentari ha raggiunto il 14,4%, livello più elevato degli ultimi 4 anni. La severa siccità e le attese per un marcato rialzo dell’export di alimentari verso la Russia sono alla base di tale impennata dei prezzi. Nonostante l’ulteriore incremento dei prezzi, la rilevazione di agosto mostra alcuni segnali più rassicuranti. Innanzitutto, in precedenza un report emesso dalla Istanbul Chamber of Commerce aveva evidenziato il rischio di un inflazione ancora più elevata, evento che in realtà non sembra essersi verificato. Inoltre, in contrapposizione rispetto a quanto evidenziato nella rilevazione di luglio, la pressione al rialzo dei prezzi sembra essere relegata soltanto ai beni alimentari. Il settore dell’abbigliamento ha mostrato una contrazione dei prezzi del 4,9%, mentre le altre categorie di beni hanno mostrato incrementi in linea o inferiori alle attese. Il trend rialzista dell’inflazione core sembra essere giunto al termine e, pur restando vicino al 9,77%, livello massimo registrato nel mese di maggio, potrebbe iniziare a scendere nei mesi successivi, anche grazie alla stabilizzazione della divisa locale. È chiaro che il livello attuale dell’inflazione risulta ancora troppo elevato e non lascia spazio alla banca centrale per un allentamento della politica monetaria. Anche nell’ultimo meeting le autorità turche hanno espresso la loro preoccupazione verso il marcato rialzo dei prezzi degli alimentari, con il rischio associato di un incremento più generalizzato.