01.10.2014 / 19:56

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

La rilevazione riguardante il PIL del secondo trimestre conferma il rallentamento della congiuntura del paese. Inoltre, le indagini sulla fiducia di imprese e consumatori non depongono a favore di una ripresa nel corso del trimestre successivo. Nel secondo trimestre del 2014 il PIL del paese ha mostrato un incremento dello 0,5% rispetto al mese precedente, un livello inferiore rispetto al +1,1% registrato nel primo trimestre dell’anno. Si tratta dell’espansione più bassa degli ultimi 12 mesi. Analizzando il dato dettagliatamente, emerge una picture non confortante. Gran parte della crescita va attribuita all’espansione delle scorte nel settore mining, fattore che con ogni probabilità verrà compensato nelle prossime rilevazioni. Si evidenzia inoltre una sottoperformance di tutte quelle voci che avrebbero dovuto beneficiare dell’abbassamento dei tassi di interesse. La spesa domestica e gli investimenti privati restano molto deboli, mentre le esportazioni nette, dopo il boom registrato nello scorso trimestre, hanno sottratto 0,9 punti percentuali all’ultima rilevazione. L’indice riguardante la fiducia delle imprese nel mese di agosto scende a 8 punti, in calo rispetto ai 10 punti di luglio (rilevazione rivista al ribasso rispetto agli 11 punti evidenziati in precedenza). Tale indice risulta storicamente molto correlato con il trend della domanda domestica. Dunque, il calo evidenziato non depone a favore di una ripresa dell’attività economica nel corso del terzo trimestre. La discesa dell’indice è dovuta principalmente ad un calo dell’indicatore riguardante le condizioni correnti, che si è attestato a 4 punti. Si registra inoltre una discesa del 4,6% rispetto al mese precedente dell’indice sulla fiducia dei consumatori. Quest’ultimo non risulta particolarmente correlato con l’andamento dell’economia reale, tuttavia si tratta di un’ulteriore conferma della difficile situazione del paese. Nel mese di agosto, il tasso di disoccupazione è sceso in misura superiore alle attese, attestandosi al 6,1%, stesso livello di giugno ed in calo di 0,3 punti percentuali rispetto luglio. Tale abbassamento della disoccupazione è stato guidato da un marcato incremento degli occupati, pari a 121000 unità di cui 106000 impiegati in lavori di tipo part-time, che ha più che compensato il netto aumento del tasso di partecipazione. Riteniamo che tale rilevazione sia soltanto un aggiustamento di tipo statistico, dopo l’anomalo incremento della disoccupazione registrato nel mese precedente, e non rappresenti un segnale di reale miglioramento della situazione del mercato del lavoro.