04.10.2014 / 11:51

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Le vendite al dettaglio nel mese di luglio deludono le attese e non emergono segnali di ripresa per i prossimi mesi. La pressione al rialzo sul tasso di inflazione risulta preoccupante, in quanto incoerente con la debolezza dell’attività economica. A luglio l’indicatore “narrow” sulle vendite al dettaglio (che esclude le vendite di automobili e dei materiali da costruzione) scende dell’1,1% rispetto al mese precedente, un dato ampiamente inferiore rispetto le attese del consensus, che aveva stimato una crescita dello 0,5%. Negli ultimi tre mesi, tale indicatore ha mostrato una discesa del 4,8% annualizzato rispetto ai tre mesi precedenti, evidenziando la contrazione più marcata a partire del 2003. Nella rilevazione di luglio emerge che il declino è concentrato nelle vendite di alimenti, bevande ed elettrodomestici. Includendo automobili e materiali da costruzione, le vendite al dettaglio mostrano una crescita dello 0,8% rispetto al mese precedente, un livello comunque inferiore alle attese ed insufficiente per colmare la contrazione registrata a giugno, pari al 3,4%. In termini sequenziali, anche tale indicatore mostra un calo evidente negli ultimi tre mesi, pari all’11,6%. Difficile ipotizzare un recupero delle vendite nei prossimi mesi, considerato che la fiducia dei consumatori è tornata a scendere, dopo il temporaneo incremento registrato durante il periodo della coppa del mondo. Dopo tre mesi di rallentamento, a settembre il tasso di inflazione ritorna a crescere, attestandosi di nuovo al di sopra del limite massimo tollerato dalla banca centrale. L’indice è salito dello 0,39% rispetto al mese precedente, un livello superiore rispetto al +0,35% previsto dal consensus, portando il tasso annualizzato al 6,62%, contro il 6,49% del mese precedente. Gran parte della sorpresa al rialzo è dovuto ad una marcata crescita delle tariffe aeree, che ha determinato un incremento dei prezzi del settore dei trasporti dello 0,45%. Inoltre, alcuni effetti favorevoli dovuti a stagionalità registrati nei mesi precedenti sembrano essere giunti al termine ed i prezzi dei beni alimentari sono tornati a crescere (0,28% vs. -0,32% ad agosto). L’andamento del tasso di inflazione resta un elemento piuttosto preoccupante, in quanto del tutto incoerente con la debolezza registrata nell’attività economica. Nei prossimi mesi il tasso di inflazione potrebbe continuare a salire, probabilmente spinta al rialzo dalla crescita dei prezzi delle commodities. Inoltre, nel prossimo novembre Petrobras potrebbe annunciare un incremento dei prezzi del carburante nell’ordine del 7%.