07.10.2014 / 9:56

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Il budget presentato dal governo per l’anno 2015, evidenzia un accomodamento delle politica fiscale. La banca centrale è rimasta on hold nell’ultimo meeting, anche se la decisione non è stata presa all’unanimità. Nel corso del mese di settembre, il governo centrale ha presentato il budget relativo all’anno 2015. Tale piano prevede una crescita della spesa pubblica del 5,7% su base annua, un tasso di crescita più elevato rispetto all’incremento del 3,6% previsto per le entrate. Il piano prevede di incrementare la crescita della spesa in investimenti in infrastrutture, dal + 2,5% del 2014 al +3% nel 2015, e della spesa verso il mondo dell’industria del 7%, rispetto al calo dello 0,9% registrato nell’ultimo anno. Buona parte dell’incremento della spesa pubblica sarà rivolta verso il sistema sanitario e del welfare, anche se l’incremento sarà inferiore (in termini percentuali) rispetto a quanto registrato nel 2014. La crescita delle entrate, include un incremento dei ricavi provenienti dalle tasse del 2,3%. Riteniamo che tale stima sia piuttosto prudente considerate le attese di crescita nominale del PIL attorno al 6% e ci sono buone probabilità che tale target venga superato. Il piano mostrato dal governo evidenzia la volontà di rendere più accomodante la politica fiscale e di fornire supporto alla crescita del paese nel corso del 2015. Come atteso dai mercati, la banca centrale ha mantenuto i tassi invariati nel meeting di settembre, dopo il taglio di 25 punti base implementato ad agosto. La decisione tuttavia non è stata presa all’unanimità, in quanto un membro della commissione era a favore di un ulteriore taglio. Tale fattore è stato accolto molto positivamente dal mercato, come si evince dal rally dei bond locali registrato nelle sedute successive al meeting della banca centrale. Molto probabilmente, il mercato ha scontato un imminente accomodamento monetario, tenuto conto che anche nel meeting di luglio un membro della commissione si era detto a favore di un taglio dei tassi, evento effettivamente verificatosi nella riunione successiva. Tuttavia, in questo caso la vicenda potrebbe evolversi in modo differente rispetto a quanto accaduto ad agosto. Innanzitutto, nel meeting di agosto, la maggioranza dei membri della commissione hanno espresso la volontà di implementare ulteriori allentamenti della politica monetaria solo in caso di un nuovo deterioramento della congiuntura. Attualmente, le ultime indagini propendono per un rimbalzo nella crescita del PIL entro la fine dell’anno, riducendo l’urgenza per un ulteriore taglio dei tassi nel breve termine. L’atteggiamento della banca centrale dovrebbe comunque rimanere più accomodante rispetto agli altri paesi emergenti dell’area asiatica e possibili rialzi dei tassi dovrebbero venire implementati solo successivamente al restringimento della politica monetaria da parte della Fed.