08.10.2014 / 19:58

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Ancora una volta, il report sul mercato del lavoro evidenzia una rapida discesa degli occupati, combinata con una scarsa crescita delle retribuzioni. Tale rende difficile il compito della banca centrale, riguardo la scelta del timing del rialzo dei tassi. Il mercato del lavoro nel mese di luglio conferma la recente tendenza, caratterizzata da un progressivo abbassamento del tasso di disoccupazione e da una scarsa crescita degli stipendi. Il tasso di disoccupazione a tre mesi passa dal 6,4% al 6,2%, un livello inferiore rispetto le attese del consensus. Inoltre, nel report emergono una serie di segnali che depongono a favore di una discesa ulteriore della disoccupazione nei prossimi mesi. Le richieste di disoccupazione nel mese di agosto sono scese di ulteriori 32700 unità e le variazioni negative dei mesi precedenti sono state riviste al rialzo. Il tasso di disoccupazione nel singolo mese di luglio si è attestato al 5,9%, un dato che se confermato anche nei mesi successivi, determinerà inevitabilmente un calo del tasso di disoccupazione a tre mesi. Infine nel report di Markit sul mercato del lavoro del mese di giugno si evidenzia un netto calo dello “staff availability”. Va detto tuttavia che la crescita degli occupati è risultata invece più debole del previsto con un’espansione di solo l’1% negli ultimi tre mesi a partire da luglio. Anche il PMI di agosto punta per una crescita degli occupati più debole e tale aspetto potrebbe indicare un processo di recupero meno sostenuto rispetto a quanto si può evincere dall’andamento della disoccupazione. Inoltre, la crescita degli stipendi continua a risultare piuttosto debole: al netto dei bonus si registra un incremento dello 0,7% annualizzato, stesso livello registrato a giugno e maggio. Se tale trend non dovesse cambiare la crescita nell’ultimo trimestre 2014 si attesterebbe ad un livello inferiore dell’1%, ben più basso rispetto all’1,25% previsto dalla banca centrale. La crescita debole degli stipendi, combinata con il rallentamento registrato nel tasso di inflazione (1,5% annualizzato ad agosto), riducono le prospettive per un rialzo dei tassi da parte della banca centrale nell’ultimo trimestre del 2014. Tuttavia il progressivo ribasso del tasso di disoccupazione rende più difficile per la commissione spiegare che il processo di recupero dell’attività economica del paese non sta procedendo ad un passo più rapido delle attese. Per questo motivo potrebbero crearsi pressioni affinché il processo di normalizzazione dei tassi venga accelerato ed il primo rialzo potrebbe verificarsi già a partire dal primo trimestre 2015. È necessario però che la crescita degli stipendi evidenzi un’accelerazione sostanziale nelle prossime quattro rilevazioni. Il raggiungimento di un tasso di crescita degli stipendi al netto dei bonus dell’1% entro fine anno, anche se inferiore alle previsioni della banca centrale potrebbe risultare una soglia sufficiente per un restringimento della politica monetaria.