09.10.2014 / 20:15

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Le indagini PMI, seppur in miglioramento, propendono per una stagnazione dell’attività economica nei prossimi mesi. Inoltre la politica di sostituzione delle importazioni implementata dal governo potrebbe avere un effetto deleterio nel lungo periodo. Il PMi manifatturiero nel mese di agosto si attesta a 51 punti, stesso livello registrato a luglio. Di conseguenza, dopo la contrazione registrata a giugno il settore manifatturiero russo sta continuando il suo processo di espansione, anche se lentamente. I nuovi ordinativi sono cresciuti al tasso più veloce del 2014, anche se il tasso di espansione resta ancora più basso rispetto la media storica. Anche il livello di produzione e la quantità di input acquistati mostrano segnali di crescita. Tale espansione dovrebbe derivare esclusivamente dalla domanda domestica, considerato che l’indicatori riguardante i nuovi ordini dall’estero sono al di sotto della soglia di espansione da oltre un anno. A livello settoriale, si evidenzia una netta sovraperformance del settore dei beni di consumo, non soltanto in termini di produzione, ma anche per quanto riguarda la creazione di nuovo lavoro e la crescita dei nuovi ordini provenienti dall’estero. Gli indicatori riguardante l’andamento dei prezzi hanno invertito il trend ribassista, mostrando un’accelerazione sia dei prezzi degli output che degli input. Alcuni intervistati hanno visto nel nuovo indebolimento del rublo e nella carenza di alcuni input i motivi di tale crescita dei prezzi. A giudicare da tale report, sembrerebbe che la politica di sostituzione delle importazioni implementata dal governo abbia fornito supporto al settore manifatturiero nel breve termine. Tuttavia, solitamente tale politica comporta una crescita dei prezzi di input e di output. L’effetto nel lungo termine potrebbe risultare deleterio per il paese, in quanto ciò che viene guadagnato dall’incremento nella produzione domestica sarà più che compensato da un calo dei consumi. Il PMI sul settore terziario ad agosto sale a 50,3 punti, in rialzo rispetto ai 49,7 punti di luglio ed i 49,8 punti di giugno. Tuttavia, analizzando il dato dettagliatamente si evidenzia che l’incremento registrato è dovuto ad un’espansione dell’attività economica da parte delle nuove società, mentre le altre categorie di imprese hanno esteso il loro declino. Tale andamento potrebbe indicare un eccesso di offerta rispetto la domanda. Se così fosse, per sostenere un’espansione dell’attività economica nei prossimi mesi è necessario una crescita marcata della domanda, fattore al momento poco probabile considerato l’attuale contesto economico e geopolitico. Anche l’indebolimento registrato nelle aspettative di business per i prossimi 12 mesi non depone a favore di una ripresa sostenuta. Nel breve termine, lo scenario più probabile è quello di una stagnazione dell’attività economica.