10.10.2014 / 10:59

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Gli ultimi dati evidenziano un rallentamento dell’attività economica e confermano le attese di una crescita più moderata nel corso del 2014. Le probabilità di intervento fiscale o monetario in risposta a tale rallentamento sono piuttosto basse. Nel corso dell’ultimo mese tutte le principali rilevazioni hanno evidenziato un rallentamento della congiuntura. La produzione industriale nel mese di agosto è scesa al 6,9% annualizzato, il livello più basso dall’inizio della crisi finanziaria. Per quanto riguarda l’economia domestica, sia gli investimenti fissi che le vendite al dettaglio sono risultate più basse delle attese. La crescita degli investimenti fissi si è abbassata al 16,5% su base annua, il tasso di crescita più basso da dicembre 2006. Il rallentamento della crescita deriva principalmente dai settori manifatturiero, immobiliare e delle infrastrutture. Inoltre, l’indice riguardante la crescita dei nuovi progetti di investimento mostra un’espansione del 16,9% su base annua, ampiamente inferiore rispetto al 20,8% del mese di luglio. Le vendite al dettaglio hanno mostrato un’espansione dell’11,9% annualizzato, inferiore rispetto al 12,2% registrato nel mese di luglio. I prezzi delle abitazioni sono scesi in 68 città su 70 prese in considerazione. Un calo di questo tipo non veniva registrato da gennaio 2011. In media, il declino dei prezzi è stato pari all’1,15% rispetto al mese precedente. L’unico dato positivo riguarda la crescita del surplus in bilancia commerciale superiore alle attese. Tuttavia, tale incremento è stato determinato principalmente da un calo maggiore del previsto delle importazioni, ulteriore elemento che conferma la debolezza della domanda domestica. Nel complesso, tali rilevazioni costituiscono dei rischi al ribasso sulla crescita del paese nel secondo semestre. Probabilmente, la crescita del PIL sull’intero 2014 si attesterà al 7,3%, e sarà caratterizzata da una stabilizzazione dei consumi, un indebolimento degli investimenti e un contributo maggiore da parte delle esportazioni nel corso del secondo semestre. Dato il contesto attuale di rallentamento, nel corso del mese si è speculato molto sulla possibilità di interventi di stimolo fiscale e monetario da parte del governo e della banca centrale. Riteniamo tuttavia che le reali possibilità di intervento siano piuttosto basse. Di recente il premier Li ha ribadito che la crescita del paese si sta confermando in un range ragionevole e che il governo ha intenzione di concentrarsi maggiormente sull’implementazione di riforme, piuttosto che su di un piano di stimoli a supporto della crescita economica. Tale view è stata confermata dal ministro delle finanze Lou Jiwei che, pur riconoscendo il rallentamento dell’attività economica, ha dichiarato che non saranno implementate sostanziali modifiche alla politica fiscale del governo. Anche la banca centrale dovrebbe mantenere un atteggiamento neutrale in tale contesto. La crescita del credito si sta mantenendo su livelli stabili, fattore che suggerisce che non verranno implementati aggiustamenti ai tassi di interesse nel breve periodo.