23.11.2014 / 21:02

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Cina La crescita del PIL nel terzo trimestre si attesta ad un livello superiore alle attese. Tuttavia, il ritorno della pressione deflattiva sull’indice dei prezzi alla produzione è fonte di preoccupazione, in quanto non depone a favore di una ripresa degli investimenti nei prossimi mesi. Il PIL nel terzo trimestre mostra una crescita del 7,3% annualizzato, in rallentamento rispetto al 7,5% del trimestre precedente ma superiore rispetto al 7,2% atteso dal consensus. Gran parte della sorpresa al rialzo va attribuita al maggior contributo derivante dalle esportazioni, mentre non si registra un recupero sostanziale nella domanda domestica. Tale rilevazione dovrebbe attenuare le preoccupazioni del mercato riguardo un ulteriore deterioramento dell’attività economica del paese, dopo la debole performance registrata nei dati relativi al mese di agosto. Altri indicatori evidenziano segnali contrastanti. La produzione industriale a settembre mostra un rimbalzo marcato, salendo dell’1,2% rispetto al mese precedente (+8% su base annua) ed attestandosi al livello più elevato da settembre 2013. Tuttavia, la crescita degli investimenti fissi resta debole a +13,8% su base annua, stesso livello del mese precedente, mentre le vendite al dettaglio mostrano un rallentamento ulteriore rispetto ad agosto, passando da +0,9% a +0,8% rispetto al mese precedente. Nel mese di settembre l’indice dei prezzi al consumo è rimasto invariato rispetto al mese precedente e il tasso annualizzato si è attestato all’1,6%, in linea con le previsioni. La crescita dei prezzi dei beni alimentari è scesa all’2,3% su base annua dal 3% di agosto. Nei primi 3 trimestri del 2014 il tasso di inflazione medio è risultato del 2,2%, un livello marcatamente inferiore rispetto al target del 3,5% dichiarato dal governo. Per prossimi mesi le possibilità di un rialzo dell’inflazione sono piuttosto basse. Per il 2014 è possibile che il tasso di inflazione si attesti al 2,1%. Tale livello può permettere una maggiore focalizzazione da parte delle autorità locali verso la stabilizzazione della crescita e l’implementazione di riforme strutturali. L’indice dei prezzi alla produzione mostra invece un ritorno della pressione deflattiva che sembrava essersi arrestata negli ultimi mesi. Tale indice è sceso all’1,2% annualizzato, un livello nettamente più basso rispetto all’1,8% di settembre. Rispetto al mese precedente si registra una discesa dello 0,5%, estendendo il declino dello 0,1% registrato ad agosto ed invertendo i rialzi dello 0,1% dei tre mesi precedenti. Tale andamento è dovuto in parte anche ai ribassi registrati nei prezzi del petrolio e delle commodities. Il calo registrato nell’indice PPI è un fattore piuttosto preoccupante in quanto è strettamente correlato con i profitti delle imprese che, a loro volta, sono un driver fondamentale per la crescita degli investimenti nel settore manifatturiero. Il contesto attuale dunque non depone a favore di una ripresa degli investimenti nei prossimi mesi.