24.11.2014 / 15:55

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

La riunione della BCE di novembre ha dato qualche spunto in più agli operatori. Tra le righe, ha aperto le porte al varo di un vero e proprio QE o almeno questo è quello che Draghi ha voluto far credere.. e questo è bastato per far ritornare la fiducia. Le novità rispetto alle riunioni precedenti sono, in sintesi, le seguenti: 1) Draghi ha parlato di decisioni prese all’unanimità, cancellando, di fatto, qualsiasi speculazione su dissensi interni alla BCE 2) Draghi ha detto che la manovra di politica monetaria espansiva effettuata tramite acquisti di ABS e di Covered Bond durerà almeno due anni e riporterà il bilancio della BCE ai livelli di inizio marzo 2012. In tale periodo il bilancio della BCE era di 3 mld.. questo fa si che la manovra sia di 1 miliardo di euro da spalmare su due anni. A conti fatti, si tratterebbe di circa 30-40 mld di euro al mese di acquisti. 3) Draghi non ha escluso ulteriori misure espansive, che verranno adottate qualora: a. Le manovre di cui sopra fossero insufficienti b. L’andamento dell’inflazione non recuperi. Su questo punto si è focalizzata l’attenzione degli operatori. In pochi ritengono che gli acquisti di ABS e di Covered Bond siano sufficienti soprattutto per la scarsa capienza di tali mercati. Nel suo speach, Mario Draghi ha anche evidenziato la preoccupante situazione in cui verte l’economia dell’area euro. Ha parlato di forte debolezza e di elevati rischi geopolitici, ma il mercato ha completamente ignorato tali affermazioni, che piuttosto, sono state interpretate come una causa per rafforzare il piano di QE di cui sopra. Unico asset a beneficiare sicuramente di questo atteggiamento accomodante della BCE è l’euro.. nel senso che continuerà a deprezzarsi a vantaggio degli esportatori e delle nazioni/società maggiormente esposte al traffico con l’estero. Viceversa, tale mossa sarà particolarmente penalizzante per le aziende che hanno i costi in dollari e i ricavi in Euro. In sintesi… cosa farà il mercato da qua a fine anno?? Draghi ha sicuramente messo un supporto, un floor ad uno scenario negativo. Tuttavia questo non impedirà agli operatori di prendere profitto in prossimità di nuovi massimi relativi dei listini. Chiudere l’anno con il segno più è troppo importante per l’industria del risparmio gestito.. penso quindi che molti operatori approfitteranno dei rialzi per portare a casa i profitti (se ce ne saranno) e rimanderanno a gennaio gli eventuali nuovi acquisti.