25.11.2014 / 10:15

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Turchia Nel nuovo programma economico il governo sembra mostrare maggiore preoccupazione riguardo l’elevato livello raggiunto dal tasso d’inflazione. Tuttavia, quest’ultimo nel mese di settembre ha mostrato una crescita inferiore alle attese. Nel corso del mese di ottobre il governo ha annunciato un nuovo programma economico di medio termine, basato su nuove previsioni ufficiali sia di breve che di medio-lungo periodo. Le stime di tale programma includono una revisione al ribasso della crescita del PIL per il 2014 dal 4% al 3,3%, mentre il target per il 2015 è rimasto invariato al 4%. Per quanto riguarda il 2016, il governo prevede una crescita del 5%. Inoltre, è stata rivista al ribasso la stima sul deficit in conto corrente, dal 6,4% del PIL al 5,7%, mentre il tasso di inflazione per il 2014 è previsto al 9,4%, più alto rispetto al 7,6% precedente. Infine, è previsto un deficit di spesa pubblica pari all’1,4% del PIL, più basso rispetto al precedente 1,9%, mentre per il 2017 l’obiettivo è quello di ridurlo fino allo 0,3%. Dato questo scenario, le tre priorità che il nuovo programma economico si pone sono 1.riduzione dell’inflazione, 2.miglioramento della bilancia con l’estero e 3.implementazione delle riforme strutturali necessarie ad incrementare il tasso di crescita potenziale del paese. In precedenza, l’obiettivo principale riguardava il miglioramento della bilancia con l’estero, mentre il nuovo programma suggerisce che il governo sta tollerando sempre meno l’elevato tasso di inflazione. Tali preoccupazioni potrebbero essersi in parte attenuate dopo la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo del mese di settembre, che mostra un incremento dello 0,14% rispetto al mese precedente, inferiore rispetto allo 0,44% atteso dal consensus. Tale ribasso non è dovuto esclusivamente al rallentamento registrato nei prezzi degli alimentari, saliti soltanto dello 0,3% rispetto al mese precedente, ma è dovuto anche ad un rallentamento dell’inflazione core che mostra un incremento dello 0,28%, inferiore rispetto allo 0,4% previsto dal consensus. Tale dato dovrebbe rafforzare la credibilità della Banca Centrale, che nell’ultimo meeting aveva manifestato una view più ottimistica verso l’inflazione, anche se i rialzi registrati nei prezzi dell’elettricità e la debolezza della divisa locale registrata da agosto rappresentano dei rischio al rialzo sulla crescita dei prezzi.