26.11.2014 / 16:41

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Brasile Il trend rialzista del tasso d’inflazione non mostra alcun segnale di rallentamento, riducendo le possibilità di stimolo monetario da parte della banca centrale. Il calo del tasso di disoccupazione è esclusivamente dovuto la calo nella forza lavoro, in quanto il numero degli occupati continua a scendere. Nel mese di settembre l’indice IPCA mostra un inatteso incremento dello 0,57% rispetto al mese precedente, più elevato rispetto al +0,48% previsto dal consensus. Il tasso di inflazione annualizzato sale quindi al 6,75%, livello più elevato da ottobre 2011, e più alto di 25 punti base rispetto al limite massimo tollerato dalla banca centrale. Tale incremento è stato determinato in parte da un’accelerazione nella crescita dei prezzi dei beni alimentari, saliti dello 0,78% rispetto al mese precedente. Sorprende al rialzo anche la crescita dei prezzi dei veicoli, saliti dello 0,46% rispetto al mese precedente. È necessario considerare che la crescita dei prezzi riguarda un numero maggiore di categorie di beni rispetto a quanto accaduto nel mese precedente, sintomo che il rialzo dell’inflazione sta coinvolgendo anche i beni “core”. Tale andamento potrebbe determinare un tasso di inflazione superiore a quanto inizialmente previsto per il 2014 ed impedire l’implementazione di misure accomodanti da parte della Banca Centrale. Il tasso di disoccupazione a settembre mostra una discesa dal 5% al 4,9%, sorprendendo al ribasso le attese del consensus. Tuttavia, ancora una volta il motivo di tale discesa va ricercato nel calo della forza lavoro, come evidenziato dal tasso di partecipazione, in calo al 55,9%, livello più basso da settembre 2002. Assumendo un tasso di partecipazione costante da agosto 2013 ad oggi, la disoccupazione si attesterebbe al 6,8%. Inoltre, gli occupati mostrano un calo dello 0,2% rispetto al mese precedente, confermando l’attuale mancanza di assunzioni che sta caratterizzando il mercato del lavoro in Brasile. La crescita nominale degli stipendi mostra un rallentamento all’8,3% annualizzato (9.2% ad agosto), mentre la crescita reale si abbassa all’1,6% (contro il 2,5% del mese precedente). A livello settoriale, si registra una contrazione delle retribuzioni nel manifatturiero ed un’accelerazione per quanto riguarda il settore dei servizi. Nel mese di settembre il deficit in conto corrente sale a 7,9 miliardi di dollari, un livello più elevato rispetto alle attese del consensus. Tale incremento è dovuto in parte alla discesa riscontrata negli investimenti diretti esteri, che scendono a 4,2 miliardi di dollari, contro i 6,8 miliardi del mese di agosto. Negli utlimi 12 mesi il deficit in conto corrente è aumentato a 83,8 miliardi di dollari, pari al 3,7% del PIl, mentre gli investimenti diretti esteri si attestano a 66,5 miliardi, in calo al 2,9% del PIL.