27.11.2014 / 12:00

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Australia Le rilevazioni emerse nell’ultimo mese evidenziano un indebolimento del mercato del lavoro ed una discesa nella fiducia delle imprese. Il rallentamento del tasso di inflazione dovrebbe consentire alla Banca Centrale l’implementazione di nuove misure accomodanti. La Australian Bureau of Statistics ha rilasciato una dichiarazione inattesa, sostenendo che la recente volatilità registrata nel mercato del lavoro è dovuta ad errori di calcolo riguardanti l’aggiustamento dei dati rispetto alla stagionalità. I dati corretti mostrano una revisione al ribasso nell’incremento degli occupati per il mese di agosto, scesi da 121000 unità a 32100 unità, mentre il rialzo del tasso di disoccupazione per il mese di luglio al 6,4% è stato rivisto al ribasso al 6%, stesso livello del mese successivo. I nuovi dati per il mese di settembre segnalano nuovamente debolezza. L’incremento degli occupati registrato ad agosto è in gran parte compensato da una discesa di 29700 unità. Il tasso di disoccupazione torna a salire passando dal 6% al 6,1%, determinato dal calo degli occupati, nonostante il calo registrato nel tasso di partecipazione che scende di 0,2 punti percentuali a 64,5%. L’indagine NAB riguardante la fiducia delle imprese nel mese di settembre mostra una discesa a 5 punti, in calo di 2 punti rispetto al mese precedente. Nell’indagine si registra un calo della profittabilità e della propensione a nuove assunzioni, con quest’ultima tornata ai livelli minimi da dicembre 2013. L’indicatore riguardante la crescita dei prezzi è rimasto invariato rispetto al mese precedente, evidenziando un indebolimento nella crescita del tasso di inflazione, probabilmente dovuto ad un indebolimento della domanda domestica. Nel terzo trimestre 2014 il tasso di inflazione mostra un evidente rallentamento, passando da 3% al 2,3% su base annua, ponendosi nella parte bassa del range tollerato dalla banca centrale (2%-3%). Tale ribasso è in parte dovuto alla marcata contrazione dei prezzi dell’elettricità a seguito dell’eliminazione della “carbon tax”. Anche il tasso di inflazione core mostra una discesa, anche se meno marcata rispetto all’inflazione totale. Tale andamento dell’inflazione dovrebbe rassicurare la Banca Centrale e rendere più probabile l’implementazione di nuove misure accomodanti, considerata l’attuale debolezza dell’attività economica.