27.11.2014 / 12:01

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Europa Centrale Nel meeting di ottobre, sia la Banca Centrale della Polonia che la Banca Centrale della Romania hanno implementato un allentamento della politica monetaria, mantenendo un atteggiamento accomodante nelle loro dichiarazioni. Oltre al taglio nei tassi di interesse, pari a 50 punti base in Polonia ed a 25 punti base in Romania, entrambe le banche hanno ristretto il corridoio dei tassi attraverso dei tagli di maggiore entità nel limite superiore, ossia un taglio del cosidetto “Lombard rate” per 100 punti base in Polonia e per 50 punti base in Romania. Il governatore della Banca Centrale della Polonia ha dichiarato che la decisione è stata guidata dalla volontà fornire sostegno all’attività economica del paese, in quanto molto membri del consiglio hanno perso la loro fiducia verso un rimbalzo futuro della crescita. Le misure poste in atto dalla Banca Centrale della Romania hanno invece come obiettivo principale quello di abbassare i tassi di interesse sui mercati valutari e sui prestiti, ritenuti troppo elevati agli attuali livelli. Il rialzo dei tassi nel mercato valutario è il risultato delle operazioni implementato dal ministero delle finanze per attirare liquidità. Il messaggio è risultato piuttosto dovish, in quanto è stato evidenziato come il tasso d’inflazione risulti attualmente più basso rispetto alle previsione del consiglio, inoltre i tassi di interesse sono troppo elevati rispetto a quanto registrato negli altri paesi d’Europa e tale aspetto nasconde un rischio legato ad un possibile eccesso di flussi di capitali in entrata. Nel mese di settembre il tasso di inflazione in Ungheria ha mostrato una contrazione dello 0,5%, un livello più basso rispetto al -0,2% atteso dal consensus. Secondo la Banca Centrale tale ribasso è dovuto principalmente a fattori temporanei e non si riscontrano rischi per una deflazione diffusa e sostenuta in futuro. Tuttavia, riteniamo che le stime della Banca riguardo l’inflazione debbano essere riviste al ribasso, soprattutto alla luce della discesa marcata del prezzo del petrolio. Tale revisione dovrebbe essere inserita all’interno del report sull’inflazione previsto per il mese di dicembre e rendere la Banca Centrale ancora più accomodante, con possibilità di un ulteriore allentamento della politica monetaria nei primi mesi del 2015.