12.12.2014 / 19:13

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Ancora in calo a novembre il dato sulla fiducia delle aziende manifatturiere dell’area euro. L’indice ha toccato un nuovo minimo da mesi portandosi alla soglia tra fase espansiva e recessiva. Analizzando le singole componenti degli stati europei si nota che: Il PMI manifatturiero della Spagna si attesta a 54,7 punti, in rialzo rispetto ai 52,6 punti del mese precedente e superiore alle attese del consensus (52,8). L’indice raggiunge il livello più elevato da giugno 2007. L’indagine evidenzia una crescita molto forte dell’output e dei nuovi ordini. Anche l’indicatore riguardante i nuovi occupati si attesta ad un livello elevato. L’indicatore riguardante l’andamento dei prezzi punta invece verso un proseguimento della pressione deflazionistica.  Il PMI manifatturiero italiano si attesta a 49 punti, invariato rispetto al mese precedente ed inferiore rispetto ai 49,4 punti attesi dal consensus. L’indice si mantiene ai livelli minimi degli ultimi 18 mesi. Il settore mostra una contrazione dell’output e dei nuovi ordini, anche se inferiore rispetto al mese precedente grazie ad una ripresa della domanda estera. Si registra una nuova marcata contrazione degli occupati, mentre i prezzi medi di acquisto e di vendita mostrano un leggero incremento.  Il PMI francese è stato rivisto al rialzo rispetto la stima flash da 47,6 punti a 48,4, determinando comunque una leggera discesa rispetto ai 48,5 punti del mese di ottobre. Il momentum negativo del settore è confermato.  Il PMI della Germania è stato rivisto al ribasso a 49,5 punti contro la stima flash di 50 punti. Si evidenzia in particolare un indebolimento dei nuovi ordinativi, in parte determinato anche dalla debolezza della domanda estera.  Il PMI dell’eurozona scende a 50,1 punti rispetto ai 50,4 della stima flash. L’istituto Markit ha commentato nel modo seguente: “Con l’indice PMI finale attestatosi al di sotto della stima flash, la situazione del settore manifatturiero della zona euro è peggiore di quanto pensato in precedenza. Non solo la performance del settore è stata la peggiore dalla metà del 2013, c’è anche il rischio che il nuovo e forte peggioramento iniziato al centro si estenda a tutta la regione. (…)Il motore delle esportazioni tedesco si è bloccato, causando il peggioramento maggiore dei nuovi ordini del paese da dicembre 2012.”