14.12.2014 / 13:42

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Cina Le rilevazioni emerse nel mese di ottobre evidenziano una stabilizzazione dell’attività economica. Il taglio dei tassi implementato dalla Banca Centrale non rappresenta in realtà una vera misura accomodante. Dopo la debolezza mostrata ad agosto ed il rimbalzo di settembre, le rilevazioni relative al mese di ottobre mostrano una stabilizzazione dell’attività economica. La produzione industriale è aumentata del 7,7% annualizzato, pari ad un incremento dello 0,5% rispetto al mese precedente. Tale livello è simile alla media registrata nei due mesi precedenti. Per quanto riguarda la domanda domestica, le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,9% rispetto al mese precedente, pari ad un incremento dell’11,5% su base annua. Il dato è leggermente più basso rispetto al +11,6% del mese precedente. La crescita degli investimenti fissi sale al 14,4% annualizzato, un livello più elevato rispetto al +13,8% del mese precedente. Tale aumento è stato determinato da maggiori investimenti nel settore immobiliare e delle infrastrutture, mentre nel settore manifatturiero si registra un rallentamento. Per quanto riguarda il mercato immobiliare, la vendita di abitazioni ed il loro valore scendono rispettivamente del 3,4% e del 3,1%, un calo inferiore rispetto alle discese a doppia cifra del mese precedente. In merito al commercio con l’estero, si registra un incremento delle esportazioni dell’1,3% rispetto al mese precedente, guidato da una crescita delle esportazioni di prodotti hi-tech del 6,8%. Il surplus della bilancia commerciale sale a 45,4 miliardi di dollari, anche grazie al modesto calo delle importazioni rispetto al mese precedente. Complessivamente, tali dati propendono per una crescita del PIL del 7,4% annualizzato nel quarto trimestre, in linea con la crescita attesa sull’intero 2014. Per la prima volta da 2012 la banca cinese ha optato per un taglio dei tassi. Tuttavia, analizzando dettagliatamente la misura messa in atto, emerge come tale accomodamento sia soltanto apparente. La banca ha implementato un taglio nel deposit rate di 25 punti base al 2,75% e il lending rate di 40 punti base al 5,6%. Tuttavia, alla stesso tempo ha deciso di aumentare il limite superiore del corridoio dei tassi da 1,1 volte il benchmark a 1,2 volte il benchmark. In altre parole, in precedenza il limite superiore del deposit rate era pari al 3,3% (3%*1,1=3,3%), livello che risulta invariato dopo l’implementazione delle nuove misure (2,75%*1,2=3,3%). Considerato che le banche commerciali hanno visto scendere di recente i propri depositi, a causa della mancanza di liquidità, ci sono poche possibilità che esse opteranno per un abbassamento dei tassi sui depositi dopo tale aggiustamento. Per quanto riguarda il lending rate, la Banca Centrale aveva già rimosso in passato il limite inferiore del corridoio, rendendo l’abbassamento del benchmark una mossa poco efficace. Di fatto, si tratta di una misura accomodante soltanto in apparenza. Anche la banca centrale ha confermato di non avere intenzione di cambiare strategia nella politica monetaria.