15.12.2014 / 18:56

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

UK Dato il contesto di rallentamento a livello globale, la Banca Centrale a tagliato le stime di crescita nell’ultimo inflation report. Il mercato del lavoro continua invece ad evidenziare un rafforzamento. Nell’inflation report del mese di novembre la Bank of England ha tagliato le stime di crescita e inflazione a seguito dell'indebolimento dell'outlook globale e delle esportazioni, e al calo dei prezzi delle commodity. Per quanto riguarda la crescita, la BoE ha mantenuto invariata la previsione di una crescita del Pil al 3,5% nel 2014, mentre per il 2015 ed il 2016 prevede una crescita più bassa. La Banca centrale ha infatti tagliato le stime del prossimo anno dal +3,1% di agosto al +2,9% e quelle per il 2016 dal +2,8% al +2,6%. Le stime più deboli riflettono il peggioramento delle prospettive di crescita della zona euro e dell'economia globale. Dal punto di vista dell’inflazione, per i prossimi 12 mesi la BoE non si aspetta un incremento significativo rispetto ai livelli attuali tenuto conto dell'outlook globale più debole, il rallentamento della domanda interna ed il trend ribassista dei prezzi all'importazione, dell'energia e dei generi alimentari. Dunque, secondo la Banca Centrale il target di inflazione del 2% non sarà raggiuto prima della fine del 2017. Il messaggio fornito dalla BoE è apparso più accomodante delle attese ed attualmente sembra esclusa l’ipotesi di un rialzo anticipato dei tassi. Probabilmente, il motivo principale per questo cambiamento di tono da parte della Boe riguarda la mancanza di fiducia verso la sostenibilità dell’attuale tasso di crescita del Regno Unito, visto il recente indebolimento nelle prospettive di ripresa dell’eurozona. Eventuali segnali di recupero da parte dei paesi europei nei prossimi mesi potrebbero determinare un nuovo cambiamento di atteggiamento da parte dei membri della commissione. Dal mercato del lavoro continuano ad arrivare segnali di forza. Negli ultimi tre mesi la crescita degli occupati si è attestata all’1,5% rispetto ai tre mesi precedenti, nonostante il calo registrato nei lavoratori autonomi. L’aumento negli occupati è stato infatti determinato dal rialzo dei lavoratori dipendenti, in crescita del 3,1%. Il trend del tasso di disoccupazione resta ribassista, anche se nell’ultimo report esso è rimasto stabile al 6% ed il declino nelle richieste di sussidi alla disoccupazione è risultato meno marcato che in precedenza. Si rafforza anche la crescita degli stipendi, con l’indice complessivo che mostra un incremento di 0,3 punti percentuali, dallo 0,7% di agosto all’1% di settembre. Al netto dei bonus, il tasso di crescita sale all’1,3% dall’1,1% del mese precedente.