18.12.2014 / 19:50

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Giappone Il PIL nel terzo trimestre ha evidenziato un’ampia contrazione a causa del calo delle scorte e della debolezza registrata nei consumi e negli investimenti industriali. Tale rilevazione ha costretto il governo a rimandare il secondo rialzo dell’Iva. Nel terzo trimestre del 2014 il PIL fa registrare una contrazione ulteriore, scendendo dell1,6% rispetto al trimestre precedente dopo il -7,3% del secondo trimestre, deludendo abbondantemente le attese dei mercati. Il fattore che ha maggiormente spinto al ribasso il dato riguarda la contrazione delle scorte, che ha sottratto 2,6 punti percentuali alla crescita del PIL. Accanto a tale riduzione delle scorte, si registra una crescita del consumo privato molto deludente. Dopo il crollo del 18,6% nel secondo trimestre, si riscontra un incremento di appena l’1,5%, nonostante alcune indagini preliminari propendevano per un rimbalzo molto più sostenuto. Deludono anche gli investimenti industriali, in discesa dello 0,9%, dopo il calo del 17,9% registrato nel trimestre precedente. Positivo invece il contributo derivante dal commercio con l’estero, pari allo 0,4%, determinato da un rialzo del 5,3% delle esportazioni, superiore rispetto al +3,1% registrato per l’import. In ottica futura, ci sono degli elementi che evidenziano un possibile recupero dell’attività economica, nonostante la debolezza della domanda domestica evidenziato in tale report. Innanzitutto, il calo registrato nelle scorte potrebbe determinare una maggiore produzione nel prossimo trimestre ed una ripresa del livello di prodotti finiti nei magazzini. Inoltre, è necessario evidenziare l’incremento registrato nel tasso di crescita del reddito nominale dei lavoratori del 2,6% su base annua, espansione più elevata da secondo trimestre del 1997. Tale aspetto, combinato con il calo nei prezzi del petrolio, potrebbe fornire supporto ai consumi nei prossimi mesi. Alla luce del calo inatteso dl PIL, il primo ministro Abe ha optato per un rinvio del secondo rialzo dell’iva, inizialmente previsto per il mese di dicembre. Le implicazioni di tale decisione non sono facili da delineare. Nel breve termine, essa dovrebbe sostenere una maggiore crescita, tuttavia si alzano dei dubbi circa il raggiungimento degli obiettivi fiscali fissati per il 2020. Inoltre, il programma di stimolo fiscale che sarà a breve annunciato dal governo potrebbe risultare di dimensioni inferiore rispetto a quanto inizialmente previsto. La contrazione del PIL non ha invece intaccato le convinzioni del governatore della Banca Centrale, che ha confermato la sua “bullish view” sull’andamento futuro dell’attività economica ed ha esortato il governo a mantenere una struttura fiscale sostenibile.