21.12.2014 / 13:01

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Messico La crescita inferiore alle attese nel terzo trimestre ha determinato un calo nelle stime di crescita da parte della Banca Centrale. Tuttavia l’indagine PMI di ottobre mostra una ripresa del settore manifatturiero. Nel report sull’inflazione relativo a terzo trimestre la banca centrale ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita del paese. Per il 2014 la crescita del PIL è prevista tra il 2% ed il 2,5%, abbassando la parte alta del range che in precedenza si attestava al 2,8%. Rivista al ribasso anche la stima sul 2015 da 3,2%-4,2% a 3%-4%. Per il 2016, previsto un incremento compreso tra il 3,2% ed il 4,2%. La Banca Centrale prevede che il processo di recupero dell’attività economica sarà più lento rispetto a quanto inizialmente atteso, anche alla luce dell’ultima rilevazione riguardante la crescita del PIL nel terzo trimestre 2014 che ha evidenziato una crescita del PIL del 2% annualizzato rispetto al trimestre precedente, in calo rispetto al 3,6% del trimestre precedente (quest’ultimo rivisto al ribasso da +4,2%). Nel mese di ottobre, il PMI manifatturiero mostra un incremento di 1,7 punti rispetto al mese precedente e si attesta a 54,8, livello più elevato degli ultimi due anni. I dettagli dell’indagine sono molto conformanti, mostrando un incremento di 1,2 punti dell’indicatore riguardanti i nuovi ordini (57,6) e confermando la marcata espansione del livello di output, con il relativo indicatore che si attesta a 56,6 punti. L’indagine evidenzia la possibilità di una crescita superiore ad inizio del quarto trimestre per il settore manifatturiero. I dati provenienti dal settore delle auto sembrano confermare tale view. Dopo il calo del 4,7% su base annua registrato ad agosto, la produzione di veicoli ha mostrato un’evidente accelerazione nei due mesi successivi, raggiungendo un incremento del 15,8% ad ottobre. A cavallo tra la fine del terzo trimestre e l’inizio del quarto trimestre, sembrerebbe essersi verificato un rialzo della produzione industriale, anche se il dato debole riguardante l’export del settore manifatturiero nel mese di settembre richiama alla prudenza. Il tasso di inflazione ad ottobre si conferma al di sopra del limite massimo tollerato dalla Banca Centrale per il quarto mese consecutivo. Rispetto al mese precedente si registra un incremento dello 0,55% ed il tasso annualizzato passa da 4,2% a 4,3%. Nonostante il trend rialzista, riteniamo che la crescita dell’inflazione sia dovuta a fattori temporanei, tra cui il rialzo delle tasse implementato ad inizio anno, incrementi a livello locale sui prezzi dei beni alimentari, ed un termine di paragone particolarmente sfavorevole con l’anno precedente, periodo in cui il tasso di inflazione si attestò su bassi livelli. La rilevazione del mese di ottobre dovrebbe rappresentare il picco massimo e nei prossimi mesi l’inflazione potrebbe tornare a scendere progressivamente, considerata anche l’assenza di una pressione rialzista nell’inflazione core nell’ultima rilevazione.