17.01.2015 / 13:18

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Cina Le principali rilevazioni emerse nell’ultimo mese confermano l’attuale fase di rallentamento dell’attività economica del paese. Inoltre, la discesa del PMI manifatturiero non depone a favore di una ripresa nel breve termine. La produzione industriale nel mese di novembre è risultata più bassa delle attese attestandosi al 7,2%, contro previsioni del consensus del 7,5% ed in rallentamento rispetto al 7,7% registrato nel mese di ottobre. Rallenta anche la crescita degli investimenti fissi che nel mese di novembre fa registrare una crescita del 15,8% annualizzato da inizio 2014, più basso rispetto al 15,9% registrato nel periodo tra gennaio ed ottobre e del 16,1% del periodo tra gennaio e settembre. Sorprendono al rialzo le vendite al dettaglio che evidenziano una crescita dell’11,7% annualizzato (consensus: 11,5%), in accelerazione rispetto all’11,5% del mese di ottobre. Le esportazioni a novembre hanno mostrato un incremento inferiore rispetto ai mesi precedenti, salendo del 2,7% rispetto al mese precedente, pari ad un incremento del 4,7% su base annua. Ancora più debole l’andamento delle importazioni, che mostrano una contrazione del 9% rispetto al mese precedente pari ad un calo del 6,7% su base annua. La maggiore contrazione delle importazioni ha comportato un incremento del surplus della bilancia commerciale al livello record di 54,4 miliardi di dollari. Complessivamente, le ultime rilevazioni hanno confermato il processo di rallentamento dell’attività economica attualmente in atto, aspetto che ha favorito l’introduzione di nuovi interventi accomodanti da parte della banca centrale. A dicembre il PMI manifatturiero scende per la prima volta negli ultimi sette mesi al di sotto della soglia di espansione, attestandosi a 49,5, in calo di 0,5 punti rispetto al mese precedente. Tale calo è dovuto ad una discesa dei nuovi ordini, la cui contrazione risulta più elevata rispetto a quanto registrato nel mese precedente. L’incremento registrato nell’indicatore riguardante i nuovi ordini all’export, che evidenzia un incremento maggiore di quest’ultimi rispetto al mese precedente, lascia intendere che il declino degli ordini totali è dovuto ad una forte contrazione della domanda domestica. Tale aspetto è confermato anche dal ritorno della pressione deflazionistica, evidenziata dalla contrazione più elevata rispetto al mese precedente degli indicatori riguardanti i prezzi degli input e degli output. L’indicatore riguardante le scorte sale di 0,1 punti a 49,6. Considerato il marcato declino dei nuovi ordini, si registra una discesa del rapporto tra nuovi ordini e scorte da 1,04 a 1.