18.01.2015 / 13:00

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Nel corso del mese di dicembre e dei primi giorni di gennaio i membri della Banca Centrale Europea hanno continuato a rassicurare gli operatori sul varo a breve di un piano di QE da parte della BCE, varo che sarà tanto più imminente quanto più i dati sull’inflazione renderanno indispensabile un intervento per ovviare al verificarsi di una spirale deflazionistica. Nel frattempo l’euro sta toccando nuovi minimi su tutte le currencies e cosa interessante, dopo i rally della settimana prima di Natale, l’euro sta perdendo terreno sensibilmente anche verso le divise dei paesi Emergenti quali la Lira Turca, lo Yuan (su cui sta trattando ai minimi storici),  la Rupia indiana, il dollaro Australiano, e anche il real il cui cross è passato da 3.40 in piena crisi del Rublo all’attuale 3.23.   Il varo del piano di acquisti di titoli di stato è ovviamente scontato anche dal mercato dei bond europei i cui rendimenti fanno ormai parte di un mondo della “fanta finanza”. La curva dei rendimenti fino alla scadenza dei due anni è sostanzialmente flat, con numerosi casi di rendimenti negativi, che consentono allo stato emittente di guadagnare dall’emissione di bond! Sulla scadenza a 2 anni i rendimenti sono negativi per l’Olanda, per la Svizzera, per la Germania, e per la Francia. Stesso pattern si ripete per la scadenza a 3 anni. Sulla scadenza a 5 anni, solo la Svizzera e la Germania si finanziano a tassi negativi. Rendimenti molto, molto bassi per tutte le altre nazioni europee.   C’e’ dunque da chiedersi quali asset potrà comperare Draghi. Difficile pensare che voglia o possa comperare bond con rendimenti negativi assicurando al bilancio della BCE e ai contribuenti Europei una perdita. È probabile quindi che gli acquisti si dirigano sulle scadenze lunghe della Curva.. tuttavia, tali scadenze stanno riducendo i rendimenti giorno dopo giorno rendendo sempre più sottile lo spazio di manovra per la BCE e sempre più urgente il suo intervento.. L’alternativa è che ancora una volta Draghi, senza fare nulla riesca ad ottenere l’effetto voluto lasciando che sia il mercato a comperare al suo posto.. ma tale alternativa non è percorribile ora. Qualsiasi passo indietro da parte della BCE sarebbe una catastrofe per i mercati che ormai danno per sicuro al 100% il QE.   In tale contesto di Euforia da QE mancano ancora alcune asset class all’appello. Una tra queste i mercati azionari. Questi sembrano muoversi contro corrente. Sul mercato USA gli ultimi gg del 2014 e il primo giorno del 2015 sono stati caratterizzati da prese di beneficio. Tali prese di profitto si sono poi allargate anche al mercato Europeo i cui fondamentali continuano a traballare. Venerdi sono usciti i dati sulla fiducia delle aziende europee. Il dato ha segnato un ulteriore contrazione a conferma dello stato di salute pessimo della zona euro.