26.01.2015 / 11:59

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Europa Centrale Ungheria: durante l’ultimo meeting la banca centrale ha mantenuto invariati i tassi di interesse, in linea con le attese. Il comunicato è risultato leggermente più accomodante rispetto al mese precedente, in quanto la commissione oltre ad aver ribadito che la politica monetaria resterà accomodante per un lungo periodo ha anche dichiarato che i rischi al ribasso riguardante il tasso di inflazione sono aumentati nel corso delle ultime settimane. Tale aspetto ha costretto la banca centrale a rivedere notevolmente le stime riguardanti il tasso di inflazione, in particolare quella relativa al 2015 che è stata abbassata da +2,5% a +0,9%, mentre per il 2016 è previsto un tasso di inflazione del 2,9%. Dato il contesto attuale, ci sono buone possibilità che i nuovi target posti in tema di inflazione dalla banca centrale non vengano raggiunti, in quanto nel breve termine la deflazione attuale potrebbe conoscere un’accelerazione determinata dal ribasso del prezzo del petrolio e dalla persistenza della debolezza della domanda, quest’ultima per buona parte impattata dalla crisi russa. Se tale scenario dovesse essere confermato ci sono buone possibilità di un ulteriore taglio dei tassi per 50 punti base entro la prima metà del 2015, con attenzione particolare al meeting di marzo, quando lo staff pubblicherà le nuove stime su crescita ed inflazione. Le probabilità di implementazione del taglio aumenterebbero nel caso di un rafforzamento del fiorino rispetto all’euro in area 310. Repubblica Ceca: Come atteso, la banca centrale è rimasta “on hold” nel meeting del mese di dicembre. La banca ha confermato il target sul tasso di cambio EUR-CZK, riguardante il suo mantenimento ad un livello vicino a 27, specificando che un rialzo di tale livello sarebbe adottato solo nel caso in cui si verificasse un mantenimento dell’attuale pressione deflattiva per un lungo periodo, capace di determinare un indebolimento della domanda domestica ed una notevole discesa nelle aspettative sul tasso di inflazione. Inoltre, il governatore ha dichiarato di preferire un’estensione temporale dell’attuale commitment sul tasso di cambio (attualmente fissato fino al termine del 2015), piuttosto che un rialzo del limite massimo. Tale affermazione depone a favore di una possibile estensione temporale del commitment fino al termine del 2016 nelle riunioni dei prossimi mesi.