28.01.2015 / 10:28

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Petrolio View: Moderatamente Negativa Petrolio Nel corso del mese di dicembre le quotazioni del petrolio hanno proseguito la pesante fase ribassista a seguito della decisione da parte dell’Opec di mantenere invariata la produzione. Il prezzo del brent è infatti passato dai 72 dollari al barile di inizio mese ad un livello inferiore ai 57 dollari, mentre il prezzo del wti è sceso al di sotto dei 53 dollari al barile contro i 68 dollari registrati ad inizio mese. Tale ribasso è stato favorito dalle dichiarazioni rilasciate dagli stati membri nelle giornate successive alla riunione. L’Arabia Saudita ha dichiarato esplicitamente di non avere intenzione di cambiare idea riguardo il mantenimento della produzione attuale neanche in caso di una discesa dei prezzi fino a 40 dollari al barile. Anche il Kuwait ha confermato tale intenzione, aggiungendo che il prezzo del petrolio tornerà a salire quando la produzione ad alto costo verrà stroncata dai prezzi attuali. Sulla stessa lunghezza d’onda Venezuela e Russia, nonostante il calo del prezzo del greggio stia pesando moltissimo sulle loro economie. Inoltre, il calo registrato nel PMI manifatturiero in Cina ed in Europa non depone a favore di una ripresa dei consumi nel breve termine. Nel frattempo, dalla Libia giungono notizie che avrebbero dovuto perlomeno arrestare il ribasso delle quotazioni, ma che al momento sono state totalmente ignorate dai mercati. Il paese di recente sembra essere ripiombato nel caos e la produzione di greggio si è nuovamente ridotta in maniera drastica, scendendo a circa 352000 barili al giorno contro i 900000 barili registrati ad inizio ottobre.