10.02.2015 / 11:07

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

L’indice Pmi dell’area Euro ha registrato un ulteriore rialzo nel mese di gennaio portandosi a 51 punti e allontandosi di nuovo dalla soglia della recessione. In Francia il PMI composito si attesta a 49,5 in leggera discesa rispetto ai 49,7 punti di dicembre e più basso delle stime del consensus (50,1). Tale incremento è stato determinato per gran parte dal PMI sul settore terziario, sceso a 49,5, contro i 50,6 punti di dicembre, mentre il PMI sul settore manifatturiero mostra un incremento di 2 punti e si attesta a 49,5. Nel settore terziario si registra una discesa dell’output, mentre il settore manifatturiero, nonostante la crescita complessiva dell’indice, evidenzia la contrazione degli ordini esteri più elevata degli ultimi 19 mesi. Il PMI composito della Germania si attesta a 52,6, in aumento rispetto ai 52 punti di dicembre e leggermente superiore rispetto ai 52,4 punti attesi dal consensus. Il rialzo è dovuto principalmente al PMI sul settore terziario che passa da 52,1 a 52,7, mentre il PMI sul settore manifatturiero scende leggermente a 51 punti, livello più basso degli ultimi 2 mesi. Entrambe le indagini mostrano un rafforzamento della crescita dell’output, mentre i nuovi ordini mostrano un’espansione al di sotto della media. Il settore manifatturiero ha evidenziato un calo degli ordini provenienti dall’estero. Il PMI composito dell’eurozona si attesta a 52,2, in rialzo rispetto ai 51,4 punti del mese precedente e leggermente superiore ai 51,7 punti previsti dal consensus. Il PMI manifatturiero sale di 1,3 punti a 52,2 (consensus: 51), mentre il PMI sui servizi evidenzia un incremento di 0,7 punti a 52,3 (consensus: 52). L’istituto Markit ha commentato il risultato delle indagini nel modo seguente: “Risulta positivo l’inizio del nuovo anno per l’eurozona, visto che le indagini PMI indicano un rafforzamento del ritmo di crescita economica fino a raggiungere il valore più rapido in cinque mesi. Il tasso di espansione resta però debole, suscitando quindi preoccupazioni visto che, da una parte il PMI sta viaggiando ad un livello che è in linea con la crescita trimestrale del PIL dello 0.2%, e dall’altra l’economia risulta fragile e suscettibile di improvvise variazioni ed ulteriori battute d’arresto. Detto ciò ci sono buone ragioni di credere che il tasso d’espansione continuerà a migliorare nei prossimi mesi.