13.02.2015 / 14:16

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Cina La crescita del PIL del quarto trimestre si attesta ad un livello superiore alle attese, grazie ad un maggior contributo delle esportazioni nette. In rialzo il PMI manifatturiero, anche se la situazione attuale del settore mostra ancora debolezza. Nel quarto trimestre del 2014 il dato sul PIL ha battuto le attese degli analisti evidenziando un incremento del 7,3%, stesso livello registrato nel trimestre precedente. Nel 2014 la crescita del PIL si è attestata al 7,4%, un livello leggermente inferiore rispetto al target ufficiale del 7,5%. Il rallentamento dell’attività economica era pienamente atteso, in quanto riflette il trend decrescente nella crescita degli investimenti fissi nel settore immobiliare ed il surplus di offerta presente nel settore manifatturiero. Il settore dei servizi continua ad espandersi in maniera solida e la crescita del reddito delle famiglie si mantiene su livelli buoni. Quest’ultimo aspetto sta contribuendo ad una riduzione della disuguaglianza di reddito, uno dei principali obiettivi del piano di riforme implementato dal governo locale. Tuttavia, analizzando il dato del PIL si registra come il piano di ribilanciamento dell’economia abbia contribuito ad un indebolimento della domanda domestica. Il tasso di crescita del PIL nel 2014 è stato sostenuto principalmente da un incremento delle esportazioni nette, il cui contributo è passato da negativo a positivo nel corso dell’ultimo anno. Tale fattore ha contribuito a rendere meno evidente il maggior apporto negativo derivante dalla domanda domestica. Tale processo di ribilanciamento potrebbe determinare un ulteriore rallentamento della crescita nel corso del primo trimestre del 2015. Tra gli altri dati usciti nell’ultimo mese, la produzione industriale ha fatto segnare una crescita del 7,9% annuo in dicembre, in rafforzamento dal 7,2% di novembre: si tratta di un dato migliore delle attese, fissate a 7,4%. Le vendite al dettaglio hanno inoltre mostrato un incremento dell'11,9% annuo, oltre le stime di un +11,7%. In ulteriore rallentamento invece la crescita degli investimenti fissi a +15,7% contro il +15,8% del mese precedente. A gennaio il PMI manifatturiero si attesta a 49,8 punti, in leggero rialzo rispetto ai 49,6 punti di dicembre e superiore di 0,3 punti rispetto alle attese del consensus. L’indagine mostra un rialzo del livello di output e degli ordinativi. Entrambi gli indicatori si attestano al di sopra della soglia di espansione, mentre nel mese precedente il loro punteggio era inferiore ai 50 punti. In merito agli ordinativi si registra un incremento inferiore rispetto al mese precedente degli ordini provenienti dall’estero, il cui indicatore si mantiene tuttavia su livelli elevati. L’incremento dell’indicatore complessivo degli ordinativi dipende da una ripresa, seppur marginale, della domanda domestica. Per quanto riguarda gli occupati, si registra una nuova contrazione ad un tasso più elevato rispetto al mese precedente. Gli indicatori riguardanti l’andamento dei prezzi di input ed output mostrano un rafforzamento della pressione deflazionistica. Nel complesso, l’indagine evidenzia ancora un settore manifatturiero piuttosto debole, aspetto che evidenzierebbe la necessità di nuove misure accomodanti sia dal punto di vista monetario che fiscale.