14.02.2015 / 14:12

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

La riunione della BCE di gennaio ha stupito I mercati.. Da buon uomo di Mercato e da buon uomo politico, Mario Draghi è riuscito ad accontentare tutti, rendendo la sua manovra efficace e allo stesso tempo flessibile senza che i paesi oppositori potessero ad essa opporsi. In sintesi i punti salienti della manovra di QE: Importo: 1140 miliardi di euro da acquistare entro settembre 2016 ad una cadenza di 60mld al mese. In questi 60 mld sono compresi tutti gli acquisti, anche quelli di ABS e di Covered Bond. L’importo potrebbe ulteriormente salire qualora la manovra non riesca a raggiungere l’obiettivo di inflazione del 2%. Trattasi, quindi, di fatto di un QE potenzialmente illimitato e legato nelle tempistiche e nei quantitativi al raggiungimento del tetto di inflazione del 2%. Limiti: il piano di acquisto ha dei limiti per emittente e per emissione. Non potrà essere superato il 33% dei titoli emessi dal singolo emittente e per ogni emissione non potrà essere superata la soglia del 25%. Condivisione del Rischio: la BCE parteciperà al rischio solo per una quota del 20% degli acquisti fatti. I rimanenti acquisti faranno capo alle singole Banche centrali che acquisteranno bond in base alla loro partecipazione alla BCE. Inoltre del 20% di acquisti della BCE, il 12% sarà destinato ad acquisti di bond sovranazionali, confinando l’esposizione della BCE ai bond sovrani al “risicato” 8% degli acquisti. Impatto sui mercati: nonostante le condizioni di condivisione del rischio sono assolutamente non soddisfacenti, Mario Draghi ha fatto in modo che il mercato non potesse mostrarsi “disappointed” sul piano di QE. La size è grande, molto grande e soprattutto può essere ulteriormente incrementata dando maggiori garanzie sull’efficacia del piano stesso. Questo determinerà un significativo deprezzamento dell’euro e un ulteriore apprezzamento dei BTP. A questo proposito, faccio notare che gli investitori USA sono ancora sottopesati sull’Europa e che eventuali decisioni di incrementare l’esposizione avrebbero un impatto molto importante sui listini Europei. Rischi: i rischi presenti al momento sui mercati sono relativi: all’esito delle elezioni in Grecia che ha visto il partito di Tsipras netto vincitore. I titoli di stato della Grecia sono esclusi dal piano di Qe in quanto non sono investment grade. Ma la Grecia continua a beneficiare del piano OMT e se vuole un supporto della BCE deve continuare a sottostare alle direttive della Troika. 2) I BTP sono ad un passo dalla soglia dell’investment grade status. Un ulteriore bocciatura del debito pubblico sarebbe una vera catastrofe per i BTP in quanto li farebbe uscire dal piano di QE. Il destino dell’Italia è di fatto in mano alle agenzie di rating. 3) Ci sono rischi che il piano di QE non si riveli efficace. Alcuni analisti lo dubitano sul fronte della trasmissione della politica monetaria. Qualche dubbio può essere condivisibile, ma una cosa è certa, il deprezzamento dell’euro aiuterà le esportazioni. Se a questo associamo l’effetto espansivo dell’abbassamento del prezzo del petrolio, potremmo assistere ad una ripresa progressiva dell’economia Europea. Cosa Monitorare: affinchè un’eventuale view rialzista sui mercati possa essere mantenuta, è necessario monitorare: 1) L’andamento dell’euro. Ulteriori deprezzamenti depongono a favore di un aumento delle borse, non solo per gli effetti nell’economia reale ma anche perché un deprezzamento eccessivo potrebbe spingere la FED ad essere meno aggressiva nel processo di rialzo dei tassi a beneficio delle Borse USA. 2) L’andamento delle stime sugli utili societari. Eventuali rialzi delle stesse da parte degli analisti andrebbero a colmare il gap esistente tra economia reale ed economia finanziaria. Al momento gli indici sono ancora sopravvalutati, ma potrebbero trovare un sostegno da revisioni al rialzo delle stime di utile. 3) Implementazioni delle riforme da parte dei governi nazionali (Italia in primis), andamento del mercato del credito e soprattutto delle sofferenze bancarie. Aumento di quest’ultime comporterà inevitabilmente un rallentamento del processo di erogazione di nuovo credito a scapito della crescita economica. Titoli e settori da comperare: in una prima fase (già in atto da qualche mese) il mercato tenderà a comperare tutti i titoli con esposizione al dollaro e esposizione Geografica esterna alla zona euro. Successivamente, non appena si inizierà ad intravedere una ripresa economica, gli acquisti si concentreranno maggiormente sulle società “più europee”. Tra queste le banche e le utilities.