17.02.2015 / 12:58

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Turchia L’ultima rilevazione sul tasso di inflazione ha mostrato un rallentamento della pressione inflazionistica. La banca centrale ha implementato un taglio del tasso di rifinanziamento a una settimana, probabilmente in risposta alle forti pressioni esterne. Il dato sull’inflazione del mese di dicembre ha evidenziato un indebolimento della pressione inflazionistica. Rispetto al mese precedente si registra infatti un calo dello 0,44%, sorprendendo al ribasso le attese del consensus che propendevano per un incremento dello 0,1%. Su base annua il tasso d’inflazione scende dal 9,2% all’8,2%, in parte dovuto anche a termini di paragone favorevoli con dicembre 2013. La contrazione del tasso di inflazione è dovuto in parte ai prezzi dei beni alimentari, che restano invariati rispetto a novembre contro attese di un incremento dell’1,2%. Tuttavia, si registra anche una discesa dell’inflazione core dello 0,4% rispetto al mese precedente, contro attese del consensus pari a -0,1%, fattore che evidenzia un’attenuazione a livello generalizzato della pressione rialzista sui prezzi. Il trend decrescente della pressione inflazionistica dovrebbe proseguire anche nel corso del 2015, anche se il rialzo delle tasse su alcool e tabacco e l’incertezza sull’andamento futuro dei prezzi degli alimentari rappresentano dei rischi al rialzo. Nel meeting del mese di gennaio la banca centrale ha implementato un taglio di 50 punti base del tasso di rifinanziamento a una settimana, portandolo al 7,75% dal precedente 8,25%. La mossa era inattesa dal mercato, che aveva previsto un mantenimento dei tassi ai livelli precedenti. Sono stati mantenuti invariati invece il limite superiore ed inferiore del corridoio dei tassi, che restano rispettivamente all’11,25% ed al 7,5%. Il comitato di politica monetaria della banca centrale turca ha motivato la decisione con il calo dei prezzi delle materie prime, petrolio prima di tutto, che ha facilitato il calo dell'inflazione. In realtà, tale decisione potrebbe essere interpretata come un compromesso con le forti pressioni del primo ministro Erdogan che più volte aveva chiesto interventi di politica monetaria accomodanti. Le dichiarazioni della commissione sono apparse ancora piuttosto prudenti e poco inclini ad ulteriori interventi futuri. Il governatore ha infatti dichiarato che la banca continuerà ad assumere un atteggiamento complessivamente restrittivo finchè non saranno riscontrati concreti miglioramenti sul fronte dell’inflazione. Ad ogni modo, la commissione si è mostrata fiduciosa riguardo una discesa del tasso d’inflazione su livelli vicini al target ufficiale (5%) entro metà 2015.