21.02.2015 / 11:54

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Latam Cile: La banca centrale nell’ultimo meeting è rimasta on hold, mantenendo un tono neutrale durante la conferenza stampa e suggerendo un atteggiamento attendista anche per i prossimi mesi. Il focus delle autorità cilene resta rivolto verso il trend dell’inflazione, anche se la scarsa crescita dell’attività economica è fonte di preoccupazione. La banca adesso prevede una discesa del tasso d’inflazione più rapida rispetto alle stime precedenti. Tale previsione è rafforzata dal dato sull’indice dei prezzi al consumo del mese di dicembre, che mostra un declino dello 0,4% rispetto al mese precedente, portando il tasso di inflazione annualizzato al 4,6%, contro il 5,5% di novembre. La discesa è dovuta per gran parte al calo dei prezzi del carburante, mentre l’inflazione di fondo resta stabile al 4,3%. Nonostante il calo del tasso di inflazione, secondo la nostra view per assistere all’implementazione di nuove misure accomodanti è necessario che si verifichi un significativo trend disinflazionistico nei prezzi “core”. Dal lato della crescita, la banca ritiene che i rischi siano piuttosto bilanciati, anche se a nostro parere le aspettative di crescita più basse e lo scarso livello di fiducia da parte delle imprese rappresentano dei rischi al ribasso piuttosto rilevanti. Inoltre, sul fronte estero una serie di fattori potrebbero porre ulteriori ostacoli alla crescita dell’attività economica tra cui il calo nei prezzi delle commodities, il rafforzamento del dollaro, i bassi tassi di interesse nei paesi sviluppati ed il deterioramento delle condizioni finanziarie nei paesi emergenti. Un ulteriore ribasso nel prezzo del rame potrebbe determinare un nuovo deprezzamento della divisa locale, ostacolando di fatto l’implementazione di un nuovo allentamento monetario. Perù: La banca centrale nel meeting di gennaio ha abbassato i tassi d’interesse di 25 punti base, portando il tasso guida al 3,25%. Tale mossa è dovuta alla scarsa crescita dell’attività economica evidenziata nell’ultimo report ed alle aspettative di abbassamento del tasso d’inflazione determinate dal calo marcato nei prezzi del petrolio. Dato il contesto debole della congiuntura, riteniamo ci sia spazio per un ulteriore allentamento della politica monetaria nel corso del secondo trimestre. Anche se la banca non ha rilasciato dichiarazioni esplicite riguardo il tasso di cambio, probabilmente un ulteriore deprezzamento della divisa locale è accolto favorevolmente dalla commissione. Entro fine anno, il cambio USD/PEN potrebbe raggiungere quota 3,20.