14.03.2015 / 13:05

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

UK Il mercato del lavoro continua a mostrare segnali di rafforzamento. Il calo del tasso d’inflazione è dovuto esclusivamente alla discesa dei prezzi dei beni energetici ed alimentari. Negli ultimi tre mesi a partire da dicembre il tasso di disoccupazione si è attestato al 5,7%, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione. Tale declino è dovuto ad una leggera accelerazione nella crescita dei nuovi occupati, in combinazione con una scarsa crescita nell’offerta di manodopera. Oltre ad attestarsi su un buon +1,3% annualizzato, la crescita degli occupati sta intraprendendo un pattern molto positivo in quanto per gran parte dovuto ad assunzioni da parte delle aziende. Escludendo gli occupati part-time ed i lavoratori autonomi, il tasso di crescita dei nuovi occupati sale al 2,8% su base annua. Un altro aspetto interessante riguarda la traiettoria del tasso di disoccupazione. La rilevazione relativa al singolo mese di dicembre mostra infatti una discesa al 5,6%, pari ad un declino di 0,5 punti percentuali rispetto a tre mesi fa. Dato tale trend decrescente, è probabile che il tasso di disoccupazione scenda ulteriormente al 5,5% nella prossima rilevazione. Un dato simile sarebbe di rilievo per la BoE in quanto nelle sue previsioni il tasso di disoccupazione non dovrebbe raggiungere tale livello per altri sei mesi. Le richieste di disoccupazione a gennaio hanno mostrato una contrazione di 38600 unità, mentre la rilevazione di dicembre è stata rivista e mostra una discesa più larga rispetto alla precedente (-35800 unità). Considerati tali aspetti riteniamo sia possibile assistere ad un calo medio del tasso di disoccupazione dello 0,1% mensile. Per quanto riguarda la crescita degli stipendi, a dicembre si evidenzia una crescita migliore delle attese al 2,1%, contro l’1,8% della rilevazione precedente. Al netto dei bonus, l’accelerazione risulta meno evidente, passando da 1,7% a 1,8%. Dato il contesto attuale, è probabile che la crescita degli stipendi conosca un’ulteriore accelerazione nei prossimi mesi. L’indice dei prezzi al consumo nel mese di gennaio mostra una discesa ulteriore, passando dallo 0,5% allo 0,3% annualizzato. Tale discesa tuttavia è dovuta esclusivamente al netto calo dei prezzi dei beni energetici e dei beni alimentari, mentre l’inflazione core aumenta leggermente, passando dall’1,3% all’1,4%. Il rialzo dell’inflazione core è stato determinato dalla risalita dell’inflazione dei beni industriali non energetici che si è attestata allo 0% contro il -0,4% del mese precedente. Al momento non è ancora chiaro se quest’ultimo incremento è dovuto soltanto a fattori temporanei o se riflette questioni di tipo fondamentale ed è quindi destinato a perdurare nel tempo. Per determinare ciò è necessario attendere le rilevazioni che seguiranno nei prossimi mesi. È possibile che nel breve termine l’inflazione core mostri nuove variazioni al ribasso, ma è anche vero che la stabilizzazione della sterlina registrato a metà del 2014 dovrebbe tradursi in un’attenuazione della pressione deflazionistica. Per questo motivo riteniamo improbabile una discesa dell’inflazione core al di sotto dell’1% nei prossimi mesi.