25.03.2015 / 12:56

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Europa Centrale Ungheria: Come ampiamente atteso, la banca centrale nel meeting di febbraio ha mantenuto il tasso di riferimento invariato al 2,1% ed ha dichiarato che ulteriori accomodamenti monetari dipenderanno dai dati che saranno pubblicati nell’inflation report del mese di marzo. L’atteggiamento assunto dalla banca centrale è comunque apparso più “dovish” rispetto al passato. Nel comunicato ufficiale viene infatti affermato che gli ultimi dati stanno convergendo verso lo scenario alternativo indicato nell’inflation report del mese di dicembre, aspetto che implicherebbe una politica monetaria più accomodante. Dopo la sorpresa al ribasso del tasso d’inflazione nella rilevazione di gennaio la banca vede al momento una maggiore probabilità di un ulteriore trend ribassista del tasso d’inflazione e delle aspettative. Al contrario, nel comunicato ufficiale del meeting di gennaio non erano state registrate indicazioni di questo tipo. In particolare, le autorità ungheresi hanno voluto dare maggiore risalto al declino dei prezzi registrato nel settore terziario, che potrebbe pesare notevolmente sull’andamento del tasso d’inflazione complessivo nei prossimi mesi. La banca prevede che l’espansione del programma “Funding for Growth Scheme” possa favorire una maggiore crescita degli investimenti da parte delle imprese, ma che l’indebolimento dell’attività economica a livello globale possa in parte mitigare tali benefici. Dal punto di vista dei consumi, la banca centrale è sembrata più ottimista riguardo una ripresa della domanda domestica, ma allo stesso tempo ha evidenziato una debole domanda proveniente dall’estero. Per quanto riguarda il tasso di cambio, il governatore ha dichiarato che il recente apprezzamento del fiorino contro l’euro è dovuto principalmente a fattori esterni. Probabilmente, un indebolimento del fiorino nei prossimi mesi sarebbe accolto positivamente dalla banca centrale. Alla luce di tali considerazioni, riteniamo probabile la partenza di un nuovo ciclo accomodante nei prossimi mesi, che potrebbe iniziare con un taglio dei tassi di 20 punti base nel meeting di marzo. Complessivamente, la banca centrale potrebbe optare per un taglio cumulato di 50 punti base entro metà anno. È probabile che le previsioni sul tasso d’inflazione per il 2016 vengano riviste al ribasso e che il ritorno del tasso d’inflazione al livello target del 3% venga posticipato.