27.03.2015 / 19:49

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

India Il trend ribassista del tasso d’inflazione ha spinto la banca centrale ad implementare un allentamento della politica monetaria. In calo il deficit in conto corrente. Il tasso d’inflazione nel mese di gennaio si attesta al 5,1% su base annua, in aumento rispetto al mese precedente ma inferiore rispetto al 5,5% atteso dal consensus. L’inflazione dei beni alimentari ha mostrato una crescita del 6,1% mentre l’inflazione core si è attestata al 4,3%, spinta al ribasso dal settore dei trasporti e delle telecomunicazioni. Parte della sorpresa al ribasso è dovuto alla ridefinizione delle modalità con cui tale indice viene calcolato. Tuttavia, la revisione al ribasso della rilevazione del mese precedente, calcolata seguendo la vecchia metodologia, evidenzia come la pressione deflazionistica non si sia ancora arrestata. I mercati e la banca centrale avevano previsto per dicembre un tasso d’inflazione al 5,5% annualizzato. La prima pubblicazione si era attestata al 5%, mentre dopo l’ultima revisione si evidenzia una discesa al 4,7%. Tale aspetto potrebbe aver determinato un cambiamento dell’outlook riguardo l’andamento del tasso d’inflazione da parte della banca centrale, favorendo l’implementazione di un maggiore accomodamento monetario. Infatti, la banca centrale durante una riunione straordinaria ha sorpreso i mercati, implementando un taglio dei tassi di 25 punti base e portando il costo del denaro al 7,5%. Tenuto conto che il governatore della banca centrale ha in passato dichiarato di ritenere appropriato un tasso d’interesse reale compreso tra l’1,5% ed il 2%, riteniamo ci sia spazio per un ulteriore taglio dei tassi di almeno 25 punti base. Il deficit in bilancia commerciale a gennaio scende al di sotto dei 9 miliardi di dollari per la prima volta nell’ultimo anno, attestandosi a 8,3 miliardi di dollari. A dicembre il deficit era pari a 9,4 miliardi. Tale calo è dovuto alle minori importazioni di petrolio, il cui valore complessivo scende a 8,2 miliardi di dollari, un livello inferiore del 17% rispetto a dicembre e del 43% rispetto lo scorso settembre. In aumento le importazioni di oro, che passano da 1,5 miliardi di dollari a 1,9 miliardi di dollari. Le importazioni “non oil” e “non gold” mostrano una contrazione del 2,6% rispetto al mese precedente, a seguito del calo dell’11% registrato a dicembre. Tale riduzione del deficit potrebbe permettere al paese di raggiungere un surplus in conto corrente entro il primo trimestre del 2015 per la prima volta negli ultimi 8 anni. Anche l’export mostra una contrazione del 6,4% rispetto al mese precedente. Tuttavia, analizzando i dettagli emerge che il calo dell’export è dovuto esclusivamente al calo dei prezzi delle commodities, mentre in termini di volumi si registra una discesa solo marginale.