28.03.2015 / 12:42

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Petrolio View:Neutrale Petrolio Nel corso dell’ultimo mese il prezzo del brent ha mostrato un rimbalzo piuttosto rilevante, passando dai 50 dollari di fine gennaio agli oltre 62 dollari al barile negli ultimi giorni di febbraio. Più contenuta la reazione del Wti che, dopo un iniziale rimbalzo delle quotazioni ad un livello vicino ai 55 dollari al barile, ha evidenziato un nuovo ritracciamento del prezzo nella seconda metà del mese in area 49 dollari. Tale andamento divergente è dovuto in parte alle tensioni geopolitiche in alcuni paesi dell’Opec, dove il crollo della produzione libica e le recenti difficoltà di esportazione provocate dal maltempo in Iraq hanno determinato una discesa della produzione complessiva dell’Opec a 29,9 milioni di barili al giorno, il livello più basso dallo scorso giugno. Per la maggior parte dei paesi del cartello il brent viene utilizzato come benchmark per fissare il prezzo del greggio e per questo motivo abbiamo assistito ad un rialzo dei prezzi. Il Wti è oramai soltanto un benchmark locale per i produttori statunitensi e gli investitori hanno cominciato a trattarlo di conseguenza. La situazione fondamentale del mercato dello shale oil americano resta ancora piuttosto critica. Nonostante il numero di impianti di perforazione sia in progressivo calo, riteniamo che esso non sia sufficiente per risolvere il problema di eccesso di offerta nel breve e nel medio periodo. Inoltre, nel lungo periodo riteniamo che un eventuale ripresa dei prezzi del petrolio possa verificarsi soltanto molto lentamente, soprattutto nel caso in cui la produzione dei paesi dell’Opec dovesse ritornare alla normalità una volta risolti i problemi interni